lunedì 8 agosto 2016

La marcia d’oro di Abdon Pamich

Ben ritrovati ad Olimpia Racconta, il nostro viaggio a cinque cerchi nel mondo olimpico. Nella puntata di oggi vi raccontiamo le gesta di un atleta italiano che nel 1964 alle olimpiadi di Tokyo vinse la medaglia d’oro nella 50 chilometri stabilendo il record olimpico tuttora imbattuto. Il suo nome è Abdon Pamich.
Abdon Pamich nasce a Fiume nel 1933. subito dopo la fine della seconda guerra mondiale la propria famiglia, così come migliaia di altri istriani e dalmati, è costretta ad abbandonare la propria terra, passata alla Jugoslavia di Tito. Sin da giovanissimo Abdon conferma il proprio talento per la marcia sia nei 50 che nei 20 Km. Il suo miglior momento è senza dubbio quello che lo vede partecipare ai Giochi di Roma del 1960 e a quelli di Tokyo del 1964. A Roma ottiene la medaglia di bronzo, mentre in terra nipponica riuscirà a salire sul gradino più alto del podio.

#Babel – Abbattiamo muri e con le macerie costruiamo ponti verso l’altro

Gemma Gemmiti

Tareq è nato a
 Damasco, io a Roma.
Tareq ha respirato la guerra, io no.
Tareq è cittadino del mondo, lo sono anch’io.
“Mi regali una poesia?”.Era il 14 luglio 2016 quando Tareq mi contatta.
Siamo un gruppo di amici che ama la poesia. L’idea è quella di portare nelle piazze di tutto il mondo poesie di diverse culture tradotte nelle lingue che sappiamo.”
Ci sto. Senza neanche pensarci.  L’idea mi piace subito.
Poi accade di Nizza. Non so se è stato il folle gesto di un solo pazzo o di un gruppo di estremisti ben organizzati. Quello che so che oltre al dolore per levittime ed i feriti, si aggiunge l’aumento di odio degli occidentali verso tutto ciò che proviene dall’Islam.
Chiusura.
Io credo che se non conosci davvero qualcosa possa capitare che tu ne abbia paura.

domenica 7 agosto 2016

Giuramento olimpico

Anche quest’oggi apriamo lo scrigno della memoria olimpica per raccontarvi gli anedotti e le vicende che hanno caratterizzato le precedenti 30 edizioni delle Olimpiadi.
Ieri ci siamo occupati di Carlo Airoldi, un grande maratoneta che dopo tante peripezie non potè partecipare alla prima edizione svoltasi ad Atene nel 1896, Oggi facciamo un salto in avanti e sfogliamo l’album dei ricordi del 1920.
In una Europa in cui ancora echeggiano gli orrori della Grande guerra, si cerca di tornare ad una certa “normalità” riavviando l’avventura olimpica i cui ideali decoubertiani mai come in questo momento appaiono necessari. Anversa, in Belgio, è la città prescelta e, forse,

sabato 6 agosto 2016

L’epopea di Carlo Airoldi

Carlo Airoldi
La storia di questo secondo giorno delle Olimpiadi Rio 2016, si sviluppa al tramonto del XIX secolo in un’epoca di forti tensioni tra le nazioni europee. Il sogno del barone Pierre de Coubertin, riveder nascere il mito delle Olimpiadi, prende forma nella speranza di trovare nello sport un fattore di unione tra i popoli. Protagonista di questa puntata è un italiano, Carlo Airoldi, un uomo che ha mostrato bene cosa voglia dire veramente avere lo “spirito olimpico” e la passione per lo sport.
Carlo Airoldi nasce ad Origgio, in provincia di Varese, nel 1869. Fisico basso, tarchiato e robusto, il giovane Carlo, operaio, nutre sin da piccolo una grande passione per l’atletica. Un interesse che lo porta ben presto ad arrotondare l’esiguo stipendio della fabbrica con esibizioni a pagamento di lotta, braccio di ferro e sollevamento pesi con la speranza nel cuore un giorno di poter prendere parte alle gare di corsa. Tra le imprese dell’atleta varesotto spicca su tutte la partecipazione, nel 1895, alla Torino-Marsiglia-Barcellona, una corsa di oltre 1000 Km, organizzata dai “Pionieri della Pace” un’organizzazione convinta che si potesse, attraverso lo sport, avvicinare i popoli.

venerdì 5 agosto 2016

120 anni dall’inizio dei giochi, un viaggio sempre attuale

Sono trascorsi 120 anni da quel giorno di aprile del 1896 quando Re Giorgio I di Grecia pronunciò, dal palco d’onore dello stadio “Panaellenico” di Atene gremito di persone, la formula di rito che dichiarava aperti i primi Giochi olimpici dell’era moderna. Oltre un secolo dalla realizzazione del sogno del barone francese Pierre de Coubertin di veder “risorgere” il mito di Olimpia; e dopo tanto tempo, eccoci, tutti pronti ad assistere a Rio 2016, e al rinnovarsi della magia a cinque cerchi, ad incitare i nostri beniamini, sostenendo soprattutto, con un pizzico di tenerezza, coloro che si accontenteranno di soddisfare il famoso motto secondo cui l’importante non è vincere, ma partecipare.
Al grido del motto olimpico “Citius!, Altius!, Fortius!” (più veloce, più alto, più forte) andiamo quindi ad iniziare questo viaggio nel tempo, questa avventura che ci condurrà alla scoperta di brevi aneddoti legati alle Olimpiadi e ai suoi personaggi, per meglio immergersi nel clima olimpico.

Si rinnova il successo di “Musica in festa” giunto alla XXII° edizione

Tre giorni all'insegna della musica, del divertimento e del buon cibo, innaffiato dall'ottimo Verdicchio locale, hanno animato il paese di Staffolo (AN) dove il 29-30-31 luglio si è rinnovata la tradizionale "Musica in Festa" giunta con successo alla 22° edizione sempre riservando ad appassionati e curiosi novità e sorprese del mondo musicale.

Hanno partecipato quest'anno: la banda sociale di Cavalese, Trento; il corpo bandistico "Città di Lavagna" Genova; corpo bandistico e majorettes "Città di Petriolo" Macerata; Corpo bandistico "Città di Fabriano", Ancona; il gruppo di frustatori Cassani di Solarolo; Ravenna e La J Big Band di Ancona.

venerdì 8 luglio 2016

Othelloman, la voce rap contro la mafia: parlo ai giovani con la musica per trasmettere la legalità e la vita

Sperimentare e sviluppare una cultura della responsabilità e della legalità utilizzando strumenti e linguaggi più vicini ai giovani. Questo uno degli obiettivi di Salvatore Petrotta Reyes, in arte Othelloman, che da Palermo, a Roma, Milano e in altre numerose città, porta la musica, ma anche un messaggio ai ragazzi e alle ragazze a partire dalle scuole; quei ragazzi che hanno bisogno di concretezza, regole e principi a cui appoggiarci. Lo fa attraverso la musica rap, lanciando e condividendo messaggi, parlando di quello che non funziona nelle città, nelle vite di ogni persona, cercando di trasformare in positivo quello che esiste nella nostra terra, isolando quelle negative.
Basta lamentele, basta accuse. “E’ tempo di definizioni anche, descrizioni e di restare incantati dalle dinamiche che si incontrano, ora c’è bisogno di ironia, di passione senza rabbia”.